Visualizzazione post con etichetta Lista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lista. Mostra tutti i post

giovedì 20 dicembre 2012

5 film di Babbi Natali assassini

A che serve l'innocenza se non la puoi rovinare?

Il Solstizio incombe su di noi, caro mio amico di letture e di sventure; la bufera arriva sulle nostre case con furia e neve; il freddo di questo wunternacht si appiccica alle finestre e forma volti di fantasma che ci sguardano nel salotto in cui ci siamo accucciati - ma il camino è acceso, la televisione è pronta, la cioccolata calda anche. Quale miglior momento che questo per stare insieme alle persone più care e godersi qualche bel film con Babbo Natale che ammazza gente?

lunedì 10 dicembre 2012

5 frasi sul cinema che non sopporto più

Mi riconosco nel petto scolpito ed il grido femminile di Flanders.
Senza il petto scolpito. 

Sai, quando ho cominciato questo blog volevo tentare di essere positivo, di parlare delle cose che amo con rispetto e apprezzamento. Ritenevo l'internet un posto brutale, pieno di critici senza cuore sempre pronti a saltare alla gola dei loro telefilm e film preferiti. A massacrare i loro intrattenitori, a farli a botte per il fatto che non hanno intrattenuto come dovevano. E io volevo essere l'eccezione.

Ma poi è successo una cosa strana: questo post è diventato il secondo post più popolare del Drago di Plutonio. E' il post più cercato in rete, e quello più citato. Perché? Essenzialmente perché sparla.

Aprire questo blog mi ha insegnato tante cose - e non soltanto che il verdana è il font migliore per la lettura sul cellulare - mi ha insegnato anche che se la rete è un posto brutale fatto di sparlatori e troll e flammatori e bulli pronti a gridare fail!, la colpa è solo del pubblico. Perché all'internet piace sparlare. 

L'anno, 2012. Il luogo, cyberspazio. 
Territorio brutale pieno di cattiverie su Keanu Reeves.

Quindi mi adeguo alla massa. Mi faccio cattivo. E sparlo del pubblico.

Di quei cinema-andanti che non riescono ad esimersi dal dire banalità. Esatto, quelli che sono già pronti con giubbotto e ombrello appena partono i titoli di coda; quelli che ridono ogni volta che un qualche animale animato cade o inciampa o dice una frase con leggera accentuazione regionale; quelli che sono convinti che Star Wars e Star Trek siano la stessa dannata cosa!

Ci sono certe frasi che non ho mai sopportato. Frasi pronunciate da gente come quella descritta sopra, a volte anche pronunciata da amici - anche da compagne. Ogni volta che le ho sentite ho resistito la tentazione di salire sul palco del cinema e di gridare il mio rancore verso il pubblico. Ho mangiato, masticato e ingoiato.

Non più

sabato 1 dicembre 2012

Le 5 peggiori citazioni del "Corvo"

Troppo dark per queste mutande

Parliamo del Corvo. Dai, perché no? 
Parlare del Corvo significa parlare del passato, della mia adolescenza, degli anni '90 - esatto, di quegli anni '90 che, da pallosi che erano mentre li vivevamo, sono improvvisamente diventati i moderni Happy Days per tutta una generazione di nuovi teenagers.

E mentre ringrazio i diciassettenni di oggi per il fatto che si sono convinti che io sia cresciuto in un'età dell'oro fatta di Kurt Cobains e Billy Corgans - e certamente non voglio essere io quello che gli spezza la fantasticheria nostalgica - vi rivelo una cosa: gli anni novanta erano anche piuttosto pacchiani.

Diciamocelo: vivevamo nel bel mezzo di un boom economico e per la prima volta dopo più di quarant'anni non temevamo la guerra atomica; eppure non trovavamo di meglio da fare che piangerci addosso.

E nessun film sapeva piangersi addosso meglio che Il Corvo. Credi che Twilight sia un film per adolescenti? Cazzate. 

Questo è un film per adolescenti.

lunedì 15 ottobre 2012

5 citazioni cinematografiche che non sopporto più



Non posso essere l'unico. Sono forse l'unico?
Ti dev'essere capitato di sentirti così, almeno qualche volta - senti una citazione, tratta da un film che tutti ritengono un capolavoro, tutti sembrano pronti a inginocchiarsene come fosse la manifestazione del Budda fatta cinema, e invece tu ti fermi e pensi: cosa?
Che diavolo significa quella frase? Non significa niente! E' assurda! Non è bella, non è poetica. E' un'enorme stronzata!

Il problema della citazione cinematografica è che, se ripetuta un sufficiente numero di volte, finisce col diventare fossilizzata: se spacciata per frase poetica, allora diventa il simbolo della frase poetica; se spacciata per frase divertente, allora diventa la icona della frase divertente.
Più il tempo passa e meno capacità critica abbiamo nei suoi confronti, si dà semplicemente per scontato che quella frase sia in qualche modo significativa  o in qualche modo esilarante - non importa che non ci abbia mai toccato il cuore, o che non ci abbia mai fatto ridere.

venerdì 5 ottobre 2012

5 remake che vedremo entro il 2040




Mi ricordo da piccolo l’uscita del remake “La Mosca”, nonostante sia oggi considerato un classico e di gran lunga superiore all'originale, i miei genitori ne erano rimasti offesi: per loro era inconcepibile che qualcuno osasse toccare il film originale, un classico del ’58 con cui erano cresciuti e a cui si erano affezionati nelle sue numerose repliche televisive.
Io non li capivo e seppure fingevo di amare l’originale (ovviamente, mi avevano subito comprato la cassetta perché io potessi apprezzarlo quanto loro) quand’ebbi la possibilità di vederne la versione di Chronenberg a casa di un mio amico, sdraiati di pancia con gli occhi appena sotto il televisore (in aperta sfida agli avvertimenti dei nostri genitori) ne rimasi sconvolto: questa versione era anni luce superiore a quella che mi facevano vedere i miei - con il suo attore balzano che girava con una maschera di mosca - qui c’era sangue e schifo, ferocia e orrore; Jeff Goldblum spezzava ossa e si scioglieva lentamente man mano che il film avanzava verso il suo tragico finale. I miei non lo amavano perché questo film era mio, non loro.

mercoledì 3 ottobre 2012

5 domande su Star Wars a cui forse non sai rispondere


Star Wars è una serie stupefacente, e non parlo soltanto dei film - parlo dei fan. Un amante di Star Wars non si limita soltanto a guardare i film, ne diventa parte integrante e finisce col renderli suoi. Un vero appassionato non si ferma ai titoli di coda ma lascia volare la sua immaginazione fino a quella lontana galassia e si diverte a immaginare che esista realmente; ogni minuscolo aspetto di Star Wars è stato catalogato, ogni alieno (per quanto minore) apparso in ogni scena della serie ha avuto un nome, una provenienza e una storia.

Forse sei uno di quei fan, e quindi quello che scrivo qua non ti torna nuovo, ma forse non ti sei mai reso conto di quanto l'universo di Star Wars spazi oltre la serie cinematografica, oltre anche i fumetti e i romanzi e i videogiochi e gli atlanti stellari e le enciclopedie: è dal 1977 che ci poniamo domande sulla serie - come funziona una spada laser? qual'è il pianeta natio di Chewbacca?  e quelle domande hanno spesso ricevuto risposta - emette un raggio di plasma contenuto in un campo di forza; il pianeta si chiama Kashyyk.

Ma forse le risposte alle domande di sopra le sapevi già, ecco quindi qualche domanda difficile con cui mettere alla prova i tuoi amici nerd alle feste geek:



sabato 29 settembre 2012

5 franchise sulla via del tramonto





Non hanno più idee, dice il luogo comune. Non è vero, di idee ne hanno parecchie (o almeno ne ha chi vuole lavorare per loro) ma non le vogliono se non sono affermate. Perché la macchina dell’intrattenimento possa usarle, vuole che siano conosciute, con un largo fanbase, con plurimi fanclub e wiki sterminati; insomma, vogliono che siano tutte Guerre Stellari.
Ma se non sei il barbuto grasso di Skywalker ranch cosa devi fare? Ti crei il tuo franchise, investi e investi e preghi a Plutone che ti frutti qualcosa. Fai partire campagne sui social network, apri tu stesso il wiki, fai scrivere ai giornali che il tuo prodotto “è già un culto”; se ti va bene ti ritrovi con Twilight, anche se nella maggior parte dei casi ci si ritrova con Lanterna Verde.
Ma poi? Se hai trovato quella vena d’oro nelle montagne dell’immaginazione e i soldi hanno cominciato a fluire direttamente nelle tue tasche , è allora che il franchise lo devi tenere vivo. E’ un processo difficile anche questo, devi decidere se innovare o meno; se far partire i prodotti ancillari; quanto merchandising permetterti; quanti film/serie/videogame/fumetti concedere; quando stracciare tutto e ripartire col reboot. Basta un piccolo errore di calcolo, troppi film floppati o fan estraneati e il tuo franchise torna a essere quello che è sempre stato, soltanto fumo.
E’ un processo ridicolo, lo concedo, non saprei neanche dire com’è iniziato (negli anni sessanta con James Bond? Nell’Ottocento con Sherlock Holmes?) e ormai è dominante nel cinema popolare e nei prodotti di contorno. Ma non è qui che lo criticherò, qui è dove listerò piuttosto alcune di quelle proprietà intellettuali che hanno fallito: ancora vivi, ma per poco; ecco quindi una lista sommaria di 5 franchise non ancora sepolti, ma a un passo dal pensionamento forzato: