E per una volta, il Drago parla di videogame
E' di queste ultime ore l'uscita del terzo trailer per quel GTA V così atteso da avermi ormai invaso anche i sogni.
Una serie che amo - forse l'unica serie videoludica di cui posso davvero dirmi fan sfegatato. Da quella prima entrata della serie, che mi aveva tenuto incollato al divano da adolescente brufoloso, a muovere un omino giallo per le strade di una brutta città tridimensionale più assomigliante a un lego tarocco. Fino ai fasti al neon di Vice City e i deserti immensi di San Andreas. Fino a quel GTA IV, così amato e così odiato al contempo - col cugino rompiballe che ti chiamava al cellulare per giocare a bowling mentre eri intento a sfuggire dalle forze governative statunitensi.
GTA è da sempre l'unico gioco che potrei definire droga.
Una serie che amo - forse l'unica serie videoludica di cui posso davvero dirmi fan sfegatato. Da quella prima entrata della serie, che mi aveva tenuto incollato al divano da adolescente brufoloso, a muovere un omino giallo per le strade di una brutta città tridimensionale più assomigliante a un lego tarocco. Fino ai fasti al neon di Vice City e i deserti immensi di San Andreas. Fino a quel GTA IV, così amato e così odiato al contempo - col cugino rompiballe che ti chiamava al cellulare per giocare a bowling mentre eri intento a sfuggire dalle forze governative statunitensi.
GTA è da sempre l'unico gioco che potrei definire droga.
E com'era stato per i due trailer precedenti, io questo trailer lo sto guardando e riguardando e ri- riguardando per la sesta volta, e anche per la settima, nell'impossibile-da-reprimere attesa per questo quinto capitolo (in realtà settimo) del grande rubi auto.
